La Bicicletta
Considerazioni e manutenzione cuscinetti carro posteriore alla mia Anthem X3

Aggiungo una nota del 23 dicembre 2016

Ho ormai rinnovato la manutenzione generale altre quattro volte e ho notato quanto sia importante un buon ingrassaggio al contatto tra boccole, spessori e cuscinetti e la precisa coppia di serraggio dei perni più che la sostituzione e manutenzione dei cuscinetti stessi (che però devono almeno funzionare!). Lo scricchiolio della mia Anthem X3 2012 poi, a volte deriva dallo sfregamento parziale della leva dello sblocco rapido della ruota sui forcellini posteriori e basta aumentarne leggermente la forza di serraggio per eliminarlo e pedalare rilassati! Ultimamente, dopo il lavaggio il rumore aumenta all'altezza del forcellino del cambio che probabilmente ha preso una legnata di troppo...
Risolto anche questo problema, si è presentato un altro scricchiolio a secco dovuto alla rondella di battuta tra pedale destro e pedivella.
Quest'ultimo è stato di gran lunga il rumore più difficile da individuare e più fastidioso di sempre. Solo smontando e rimontando il pedale, una volta pulita la rondella da un filo di ruggine, la questione si è sistemata definitivamente.
Ora la mia Anthem ha la forcella da 120mm, manubrio da 76 e pipa da 45mm...in attesa da sempre di reggisella telescopico.
Non è una enduro ma basta e avanza per divertirsi alla grande!

Qui sotto il post originale.

Dopo 10 mesi di utilizzo davvero cattivo e intenso, giusto per riassumere qualcosa, pumptrack, esercizi per imparare finalmente a saltare, per imparare il manual, downhill tutti i giorni per 6 settimane su sentieri impestati, anche veloci ma tutt'altro che lisci, il carro posteriore ha cominciato a dare qualche problema.

La Anthem senza il carro posteriore

Un giorno, in cima alla montagna, ho trovato un perno allentato e l'ho stretto in modo sommario coi ferri che avevo senza conoscere la coppia di serraggio del perno sul cuscinetto e da allora la bici ha cominciato a farsi sentire con rumori e scricchiolii davvero fastidiosi, oltre ad una evidente perdita di precisione sulle curve, soprattutto su quelle veloci.
Arrivando da una bici rigida totale in acciaio, seppur un gioiello ma del 1990, non ero certo abituato ad avere a che fare con sospensioni, bracci oscillanti, ecc.
Non avevo nemmeno un metro di paragone per giudicare l'efficacia del sistema di ammortizzazione posteriore.
Non sono mai riuscito a regolare il rebound (ovvero la velocità di ritorno dell'ammortizzatore) dell'ammortizzatore posteriore in modo effettivo e lo imputavo alla mia poca esperienza sulle full ma ora mi sento di poter fare qualche considerazione...

Ma andiamo con ordine:

acquisto della bici a novembre 2012.

La utilizzo tutto l'inverno ogni giorno a fare salti e pumptrack su una piccola pista autocostruita.
Faccio qualche salita e discesa sulle Prealpi. In salita mi trovo subito bene. In discesa non ho feeling con le sospensioni pur rendendomi conto che il telaio è mostruosamente veloce, maneggevole e preciso.
A marzo 2013 affronto il corso da "Accompagnatore di MTB" e non ho ancora un buon feeling con le sospensioni e i freni superpotenti rispetto ai vecchi cantilever della Stumpjumper.
Tutto si risolve in un po' di impaccio in salita e in discesa sui passi tecnici, e qualche perdita di assetto e di trazione di troppo ma neanche tanto malaccio...
Poco dopo (fine aprile 2013), complice un bellissimo video di uno dei rider attuali che apprezzo di più in quanto a stile di guida, ovvero Fabien Barel, mi rendo conto che sbaglio tutto sulla regolazione delle sospensioni, soprattutto per quel che riguarda il SAG che tengo sempre troppo corto e la bici si rivela sempre troppo rigida e traballante, difficile da controllare, quindi lenta sui tratti molto sconnessi...
Regolo il SAG al 25% - 30% e cambia la vita.
In discesa la Anthem, dall'oggi al domani, diventa veloce come un missile e facilissima da guidare anche nei tratti più sassosi e sconnessi. La ruota anteriore è sempre attaccata a terra nonostante la corsa della forcella di soli 100mm (che magari farò portare a 120mm)...anche io comunque ci metto del mio!!!
A metà maggio comincio a lavorare sul Monte Generoso e salgo sempre accompagnato dalla Anthem. La metto sul carrello del piccolo treno a cremagliera, scendo alla grotta per un paio di km di sentiero (200m di dislivello) e alla sera mi restano 1300m di dislivello di vari sentieri che mi portano fino al lago di Lugano passando dal versante svizzero o da quello Italiano. E questa è la vita della mia bici per quasi tutta l'estate.
Complice una caduta importante sul Pumptrack di mendrisio in cui io mi sono sfracellato il braccio sinistro, smetto per qualche settimana di pedalare. Quando riprendo la bici noto che i problemi di scricchiolii e rumori vari si sono ingigantiti e opto per un intervento sul carro posteriore.

Photogallery dell'intervento

Cerco i manuali con le coppie di serraggio necessarie,

-manuale1-2010 e aggiornamento 2012

acquisto una chiave dinamometrica Beta (8-60 N*m)e del frenafiletti blu di Loctite a media durezza come raccomandato dai manuali Giant facendo un investimento non indifferente e smonto tutto, lasciando comunque il carro in posizione (appeso a una corda) e rimonto ingrassando solo i perni.
Durante lo smontaggio mi rendo conto che un cuscinetto non gira bene e ogni tanto si blocca proprio ma reputo che possa funzionare ancora...(sbagliato!).
Rimonto il tutto.
Subito mi rendo conto che l'ammortizzatore risponde benissimo e il tutto dipendeva probabilmente da coppie di serraggio sbagliate in fase di assemblaggio del telaio.
Il rebound è sensibilissimo e lo sento variare ad ogni scatto della ghiera di regolazione.
Altro che poca sensibilità da parte mia!
Al confronto l'ammortizzatore prima dell'intervento sembrava di plastilina.
La bici diventa ancora più veloce, attaccata a terra e si comporta meglio anche sulle salite tecniche.
Vado un po' in bici ma dopo due o tre ore di utilizzo si ripresentano i rumori.
Ripeto l'intervento perno per perno senza smontare il carro.
Vado in collaudo soft, pensando di andare semplicemente a Milano su asfalto ma dopo un km torno a casa sconsolato e un po' teso perchè la bici è inascoltabile...
Ho 4 giorni di ferie da fare e 72 ore di queste le passerò in cantina sperando in un intervento risolutivo (che fortunatamente sembra andato a buon fine! Altrimenti la vedevo male dopo i 200euro di spesa per la chiave e robe varie...).
Decido di smontare completamente la bici. Unisco anche una pulitura e ingrassaggio dello sterzo e dei pedali, quindi la bici va a finire tutta a pezzettini su un tavolo, dal davanti al di dietro!!! Non smonterò solo la pinza del freno anteriore e il deragliatore anteriore!
Lo sterzo è una cosa semplice e in un attimo la forcella e i cuscinetti tornano a posto ingrassati e puliti per bene. Per i pedali la storia funziona altrettanto in modo semplice...

Arriviamo al carro.

SGONFIO L'AMMORTIZZATORE POSTERIORE, Tolgo i pedali, le corone, la pinza freno post, la catena, il cambio e inizio a togliere il carro.
Gran parte del lavoro è stato sui manuali che accompagnavano la bicicletta all'acquisto e al computer, cercando online alcuni tutorial di manutenzione per avere consigli e per non fare cavolate già fatte da qualcun'altro/a. I migliori che ho trovato si sono rivelati questi quattro tutti in inglese:

-tips su questo lavoro
-estraz cuscinetti
-pulizia dei cuscinetti
-estraz corone-perno


E comunque esistono altri links interessanti come questo: bearings kits GIANT

Decido di estrarre quindi anche tutti i cuscinetti per verificare che siano inseriti in asse e per vedere se posso recuperare quello malandato...
Per l'estrazione utilizzo la morsa e "costruisco" un estrattore a vite con dadi e rondelle in acciaio e plastica in modo da non rovinare i cuscinetti e l'alluminio del telaio...
Solo alla fine dell'operazione utilizzo un punteruolo e un paio di colpetti leggeri di martello per completare l'estrazione.
Non estraggo solo i due cuscinetti superiori che reputo perfetti come inserimento e scorrevolezza.
La sede di un cuscinetto rivela sulla battuta alcuni pezzi di alluminio rotti durante l'inserimento il fase di assemblaggio del telaio e compressi sul fondo. Per quanto reputi sempre di aver acquistato un ottimo prodotto e lo ricomprerei, la cosa non mi fa felice.
La ripulisco usando con cautela la punta di una spilla da balia.
Non posso permettermi di rovinare la sede. La realizzazione del telaio è perfetta ma il materiale è il minimo indispensabile e l'alluminio è molto tenero. Giant stessa dichiara che è una bici in cui ogni dettaglio è studiato per costruire una bicicletta veloce fatta per andare sul podio; mica per altro!

Seguo il tutorial di manutenzione lavaggio e ingrassaggio dei cuscinetti da Skateboard e alla fine i cuscinetti interessati scorrono che è un piacere. Due cuscinetti (tra cui quello che non girava) erano rossi all'interno...

E' arrivato il momento di reinserirli e la palestra fatta per toglierli si rivela utile e mi trovo bene nel loro inserimento, salvo una piccola svista iniziale che fortunatamente non provoca grossi danni.
Al contrario della volta precedente ingrasso in modo molto generoso tutte le sedi dei cuscinetti e i cuscinetti stessi.
I due cuscinetti attaccati al triangolo anteriore non posso reinserirli con la morsa in quanto sono inaccessibili. e li inserisco con l'estrattore usato in precedenza, facendolo lavorare dall'altro lato rispetto all'estrazione, andando molto cauto e mantenendolo in asse sfruttando eventualmente la leva della chiave poligonale che utilizzo per stringerlo...

I cuscinetti sono dentro.
Bisogna rimontare il tutto. Ormai le coppie di serraggio le conosco a memoria.
Ingrasso abbondantemente tutti i perni, le rondelle, le boccole e le sedi. le metto in posizione, pulisco l'eccesso di grasso all'interno per non farlo venire a contatto coi filetti e frenafiletti, inserisco pinza freno e deragliatore nei due bracci del carro (successivamente non si potrebbe più fare) e rimonto il tutto.
Rimetto le pinze freno, il deragliatore, la ruota posteriore. Serve una regolazione alla tensione del cavo del cambio e centro la pinza freno. Stringo tutto con la chiave dinamometrica. Ne approfitto anche per girare le pastiglie freno e mettere le anteriori più consumate sul posteriore e viceversa... Manca solo di montare e richiudere la catena con una nuova falsa maglia power lock originale SRAM a 10 velocità, gonfio l'ammortizzatore e cresce la tensione per le prime pedalate di collaudo...
Suona il citofono un'amica in bici e le dico che sto per collaudare il mezzo e se vuol venire con me 5 min per vedere come va. Accetta!
Esco dal cancello di casa e rientro in casa immediatamente perchè l'ammortizzatore pare duro come il legno e non si muove. Panico! Maria Antonietta scappa dandomi del matto!!!
Prendo la pompa ammo e nulla di grave. La tensione e la stanchezza di tre giorni di lavoro dormendo e mangiando in modo sommario mi han fatto sbagliare la pressione di gonfiaggio!
Sarebbe andata bene per una persona di 20kg più pesante di me!!!
La bici va.
Mi godo un'oretta per le campagne sentendo solo il lieve rumore dell'aria, della catena e delle gomme da fuoristrada sull'asfalto. ...come prima!
Collaudo soft superato.
La restante mezz'ora sarà di collaudo semi-soft, di impennate e qualche piccolo saltino, un po' di scatti ma senza esagerare e sembra tutto a posto...è anche mooolto più facile di prima impennare!
Ora la bici ha qualche migliaio di metri di dislivello in discesa e qualche centinaio in salita, vado piano, salvo quando mi lascio prendere dalla bellezza del tracciato. Ha già saltato. Sono atterrato storto da un tentativo di wip andato maluccio e la Anthem continua ad andare dritta, ad essere precisa, velocissima, sensibile ...e silenziosa!
Col senno di poi mi sono ritrovato dopo qualche mese ad aver qualcosa da dire anche su queste nuove frecce biammortizzate a due ruote e la cosa mi ha fatto tanto piacere!
...e cresce la curiosità di provare un modello da Enduro...

Per ora mi accontento di sognare con la testa dentro il mio nuovo casco full face da free ride!

Il mio nuovo casco full-face della Oneal

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